dialogues

Davide Dal Sasso and Jorge Macchi

 

Jorge Macchi (Buenos Aires, Argentina, 1963) è tra gli artisti di maggior rilievo del contemporaneo panorama artistico latino-americano. Vincitore nel 2001 del premio John Simon Guggenheim Memorial Foundation Fellowship, ha esposto in numerose istituzioni internazionali. Prendendo il via da una riflessione sul rapporto di Macchi con la musica, il dialogo esplora i temi dell’immagine, della forma, dell’interpretazione, delle possibilità offerte dall’opera e della relazione con il pubblico.

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Elena Bordignon and Lisa Andreani

 

In occasione della mostra The Bubble Boy (Needs a Hug) di Riccardo Previdi (Milano, 1974) da Quartz Studio a Torino, abbiamo approfondito alcuni aspetti dell’opera dell’artista con la curatrice Lisa Andreani. L’artista si concentra su una vicenda di David Vetter, un ragazzino nato negli anni ’70 che ha vissuto i suoi 12 anni di vita sempre all’interno di una specie di bolla, o campana di contenimento sterile, in quanto affetto da una malattia chiamata immunodeficienza combinata grave che non gli permetteva di avere alcun contatto con l’esterno per il rischio di contrarre infezioni. Perchè ritornare alla ribalta questa storia che ha intenerito il mondo intero? Lo chiediamo alla curatrice.

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Lisa Parola and Giuseppe Gabellone

 

Nell’ambito delle arti visive negli ultimi decenni la scultura è stata relegata a un ruolo quasi ancillare, per molto tempo scavalcata da rivisitazioni di specifiche forme delle avanguardie storiche e pratiche delle neoavanguardie. In questa ridefinizione di campi e prospettive, solo recentemente, a livello internazionale da parte di alcuni artisti, si è sentita forte l’urgenza di riprendere l’idea della scultura nel tentativo di riposizionarla nella dimensione complessa e fluida della contemporaneità. Per Giuseppe Gabellone (Brindisi, 1973) la ricerca visiva è sempre stata un problema di scultura.

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Federica Giallombardo and Ola Vasiljeva

 

When we come into the presence of a work by Ola Vasiljeva (Latvia, 1981), what immediately strikes us are the daring, towering glimpses, which with their poetics of objects illusorily overstep ceilings and walls filling them with light, colours, wonder; the coherent glare of the spatial quadrature; the visual focus on an ideal point, effective practice of contemporaneity that reflects more social rather than material distortions in a mastery that is never too bold. A multifaceted artist, who divides and reunites her essence between architecture, scenography and narrative and with semantic bents as physical points of reflection. Vasiljeva’s installations unravel new possibilities of optical illusion of the urban views, using interminable expedients such as the realization of the work on site and the synergy with the exhibition space. The use of artefacts that dramatically give themselves up and dissolve in their details – three yellowed mirrors, one box with newspaper clippings, two cellophaned jackets on the floor with a childish drawing, a pair of Japanese Geta sandals in the Turin solo exhibition presented at Quartz Studio, Qualcuno si è seduto sulla mia sedia [Someone Sat on my Chair], promoted by Fondazione Sardi per l’Arte – takes advantage of personal experience in the immediacy, almost flattering itself with its possible temporality.

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Matteo Mottin and Isa Melsheimer

 

Quartz Studio inaugurated Examination of the origins, the first solo show in Italy by the German artist Isa Melsheimer (Neuss, Germany, 1968). For the exhibition, the artist made a site-specific installation inspired by XX century Italian architecture.

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